Racconto di una giornata speciale: incontro con Niccolò Branca.

Venerdì 14 dicembre il conte Niccolò Branca ci ha ospitato presso l’azienda Fratelli Branca Distillerie a Milano per una giornata studio  NiccolòBrancasull’economia della consapevolezza.

Siamo curiosi di conoscere un imprenditore che parla di coscienza, consapevolezza, cuore, meditazione, tutti aspetti non molto presenti – se non assenti – nel contesto economico e di business.

Da subito siamo stati catturati dal racconto della sua vita e dalle diverse e non semplici sfide che ha dovuto affrontare: dalla decisione di lasciare l’azienda dopo pochi anni dal suo ingresso perché non voleva agire nella veste di “figlio del proprietario”, alla creazione di una finanziaria a Firenze con un gruppo di amici, anche per guadagnarsi da vivere, alla costituzione di una casa editrice per poter pubblicare testi di “Saggezza, Scienza, Tecnica”, e soprattutto un percorso di ricerca e conoscenza di se stesso che lo porta prima a formarsi all’Istituto di Psicosintesi di Firenze con Giorgio Fresia e poi in Oriente dove studia meditazione con diversi Maestri, tra cui Suryani a Bali e il Buddismo Teravada.

Questo percorso forgia la sua coscienza e quando viene richiamato in azienda per seguire la struttura argentina, matura in lui la consapevolezza che l’azienda è molto più che mera nozione di diritto civile, bensì è un organismo vivente fatto di tante cellule rappresentate dai collaboratori e dall’intero sistema in cui l’azienda si muove (clienti, fornitori, diversi attori sociali, i cosiddetti stakeholder). Questo organismo vivente è sano e prospera se viene riconosciuta la centralità dell’essere umano, il quale può esprimere l’essenza di chi è solo dal centro della propria auto-coscienza. Riconosciamo in queste parole espressioni a noi molto care che rimandano al fondatore della Psicosintesi, Roberto Assagioli.

L’esperienza in Argentina rafforza la leadership di Niccolò Branca e gli permette di sperimentare sul campo tutto il sapere e la saggezza acquisiti negli anni di studio e di ampliamento della propria coscienza. Matura la consapevolezza che è giunto il tempo di restituire ciò che ha compreso negli anni precedenti. Con questa consapevolezza affronta la difficile situazione in Argentina che nel 2001 entra in default.

La prevalente logica economica vorrebbe che Niccolò Branca perseguisse la strada conservativa di chiudere l’attività e lasciare il paese, oppure di fare una consistente riduzione delle attività produttive, con conseguente riduzione degli organici. Niccolò decide con forza e coraggio di seguire una strada che è considerata insensata e irrazionale dai consulenti economici e legali allora consultati: avere fiducia nelle persone del board e chiedere loro una soluzione per mantenere l’azienda sana e integra pur nella crisi economica del paese. Ne emerge una soluzione corale che è quella di lanciare un nuovo prodotto ad un prezzo più contenuto, una bevanda gradevole per il mercato argentino. E’ un grande successo! La Branca argentina supera brillantemente la prova e ne esce rafforzata e con una reputazione consolidata. Oggi la struttura argentina produce cinque volte tanto i volumi sviluppati in Italia.

Dopo questa esperienza in Argentina, Niccolò Branca, matura sempre più il “modello” dell’economia della consapevolezza. Lui stesso afferma che si tratta di affrontare “l’economia con strumenti non economici”, ma “mettendo l’uomo al centro”. Viene introdotto nel gruppo Branca il Codice Etico, il Codice Fornitori, il Bilancio Sociale, tutti strumenti per dare risalto e attenzione alle persone, all’ambiente e a tutti portatori di interesse nell’azienda. L’azienda deve essere sana, produrre profitto perché possa essere reinvestito (il 70%) in Ricerca e Sviluppo, in formazione e crescita delle persone. La qualità dei prodotti, dei processi e delle materie è il pilastro fondante dell’intera organizzazione. In questo modo si persegue un bene maggiore per l’intera collettività e tutti ne beneficiano.

Bottiglie BrancaInoltre, per Niccolò Branca è forte l’attenzione alla Cultura, l’azienda porta con sé un pezzo di storia dell’Italia a partire dalla sua nascita nel 1846 che coincide con l’avvio della formula del Fernet; alla Bellezza ricercata nelle campagne pubblicitarie eleganti e d’effetto, nella realizzazione del museo Branca; al Benessere perché le 27 erbe, che compongono alchemicamente il Fernet, e provenienti da 4 continenti, sono state scelte dal suo antenato per ottenere risultati benefici sulla salute di chi li usa.

Quali sono le note che abbiamo colto in Niccolò Branca che ha sentito come propria missione quella di rientrare in azienda e di sperimentare sul campo alcune verità da lui contattate nel corso degli anni:

  • Un imprenditore, che integra la conoscenza ed esperienza del business con la consapevolezza e la saggezza acquisite attraverso un lungo percorso di ricerca personale e spirituale
  • Un imprenditore, ma soprattutto un uomo che ha cercato e cerca di applicare il “conosci, possiedi, trasforma te stesso” nell’azienda di cui ricopre le posizioni apicali
  • Un ricercatore che con umiltà afferma “sono alla prova tutti i giorni” e che cerca di praticare la pratica della meditazione
  • Un uomo che ha il coraggio di dare ascolto alle proprie intuizioni e che si fa guidare dal cuore, dall’intelligenza e dal coraggio, prima ancora che dagli strumenti di management aziendale.

Gli chiediamo se questo modello di leadership e di imprenditore esiste anche in altre realtà di impresa. Ci rallegrano le parole di Niccolò che risponde dicendo che intravede molte piccole/medie realtà di impresa in cui il ruolo dell’imprenditore torna ad essere vissuto come missione e vocazione più ampi, al servizio del bene comune.  Branca_gruppoLibra

Nasce spontanea una riflessione: quale percorso formativo va costruito affinché giovani imprenditori possano incarnare nella loro esperienza valori e principi per essere promotori e attuatori dell’economia della consapevolezza?

Ancora Grazie Niccolò per questo straordinario incontro!